Aperçu du sujet
Documento n°1 freenovara.it, 20/06/2013 Documento n°2 Onorificenze della Repubblica a 18 « nuovi eroi » Gettarsi in acqua per salvare una donna finita nel Tevere, impegnarsi per anni nell’integrazione scolastica degli studenti disabili, lottare contro l’usura e il pizzo, fondare associazioni contro la violenza di genere. Le persone che compiono1
Documento n°1 freenovara.it, 20/06/2013 Documento n°2 Onorificenze della Repubblica a 18 « nuovi eroi » Gettarsi in acqua per salvare una donna finita nel Tevere, impegnarsi per anni nell’integrazione scolastica degli studenti disabili, lottare contro l’usura e il pizzo, fondare associazioni contro la violenza di genere. Le persone che compiono1 queste scelte di vita, sono i nuovi eroi della Repubblica. 5 Per lanciare questo messaggio il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha conferito2 18 onorificenze al merito della Repubblica italiana a cittadini - non solo italiani - che si sono distinti per atti di eroismo, per il loro impegno nel volontariato, nell’integrazione, nella legalità, nel soccorso e nell’assistenza ai migranti, e a chi si è prodigato3 a favore dell’inclusione della disabilità, nella promozione della cittadinanza 10 attiva, nel contrasto ai fenomeni di violenza. Avvenire.it, 10 ottobre 2015 1 compiere = effectuer 2 conferire: dare 3 si è prodigato = s’est battu pour 2/6 18IT1TEMLR3 Documento n°3 Il medico dei salvataggi Bartolo è il medico-ginecologo di Lampedusa e il responsabile di tutte le attività sanitarie dell’isola. Lo chiamano il “medico dei salvataggi”. Ha salvato e curato migliaia e migliaia di naufraghi, migranti, persone che hanno messo in gioco le loro vite, attraversando il mare a bordo di carrette1 per raggiungere Lampedusa. Per molti 5 altri invece ha dovuto certificarne il decesso. Bartolo arriva da una famiglia di pescatori, in tutto nove persone. Nonostante sia stato colpito da ischemia cerebrale transitoria2 ha continuato in modo instancabile a fare il suo lavoro di medico. «Anch’io – racconta – prima di studiare medicina facevo il pescatore con mio padre. Un mestiere duro. Mio padre mi diceva sempre ‘in mare non ci sono taverne’, come 10 dire non ci sono comodità». Bartolo ha iniziato a fare il medico a Lampedusa nel 1989. «I primi arrivi iniziarono nel 1990. Furono tre migranti, arrivati con una loro barchetta. [...] Da tre migranti, diventarono venti, cinquanta, duecento… Arrivavano all’inizio con barche loro. Poi subentrarono gli scafisti3. Quello che non è cambiato sono le morti in 15 mare». Dottor Bartolo, Lei è lampedusano. Come spiega che gli isolani, nonostante l’arrivo massiccio di migranti, li aiutino, li accolgano, senza intolleranze? «Non voglio fare retorica, ma il popolo lampedusano è generoso, ha accolto sempre tutti senza particolari lamentele, anche nei momenti più difficili». 20 Lei come se lo spiega? «Credo perché siamo un popolo di mare, di pescatori, e tutto quello