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Documento n°1 Alessandra Moneti, Denis Pantini, Ci salveranno gli chef, ed. Agra, 2013 Documento n°2 Il softpower italiano Potere dolce. Questa la possibile traduzione del termine anglofilo che, solitamente, viene utilizzato nelle relazioni internazionali per indicare la facoltà di un politico di veicolare messaggi con fermezza, ma senza imporre nulla.
Documento n°1 Alessandra Moneti, Denis Pantini, Ci salveranno gli chef, ed. Agra, 2013 Documento n°2 Il softpower italiano Potere dolce. Questa la possibile traduzione del termine anglofilo che, solitamente, viene utilizzato nelle relazioni internazionali per indicare la facoltà di un politico di veicolare messaggi con fermezza, ma senza imporre nulla. L’Italia [...] a sua volta ha una sorta di softpower, che troppe volte rimane nascosto o comunque non valorizzato. Un esempio? il 5 Made in Italy, o, per dirla diversamente, l’Italian Way of Life, il vivere all’italiana, slogan coniato1 dal MAECI2. Cucina, pizza, moda, cultura. Questo è il softpower italiano. Cose che diamo per scontate3, ma che plasmano4 all’estero l’idea che gli altri hanno di noi e del nostro Paese. Ecco allora che anche espressioni come “Pizza e mandolino”, non devono più essere interpretate come semplici stereotipi, ma come una forma di penetrazione nella cultura – o 10 quanto meno nell’immaginario – di un altro Paese. Ma il softpower è rappresentato anche dai corsi di lingua italiana, dagli Istituti italiani di Cultura, dalle comunità stesse. Per non parlare dei grandi geni del passato: Dante, Leonardo, Raffaello, Michelangelo, Bernini, Borromini e tanti, tantissimi altri. www.aise.it, 28 aprile 2019 1 coniato: creato 2 MAECI: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale 3 scontato: evidente 4 plasmare: fabbricare 2/6 20IT1TEMLR1 Documento n°3 Testimonianza di un giornalista La supremazia globale del cibo italiano è solo un pezzetto di una storia più ampia e ancora più bella che ci riguarda. L’immagine dell’Italia è molto, molto migliore di quanto gli italiani sospettino. Bisogna fare vita da nomadi come il sottoscritto per rendersi conto di quanto siamo amati e ammirati nel resto del mondo. Anche di questo ebbi una prima prova concreta 5 attraverso la storia familiare. Trasferendosi ancora una volta con me, a San Francisco nel 2000, mia moglie Stefania fu come sempre quella che pagò il prezzo più alto: per lei significava sradicarsi5 di nuovo, lasciare tanti amici in Italia, abbandonare il suo lavoro. Come altre volte, si reinventò una vita e un mestiere. Cominciò a insegnare. E facendo la professoressa d’italiano, prima in una scuola per adulti e poi in un liceo internazionale anglo- 10 francese, ebbe un successo enorme. Le iscrizioni aumentavano di anno in anno. Nella French-American International School di San Francisco l’insegnamento dell’italiano non esisteva, lo introdusse lei, e fu un boom di adesioni degli studenti dalla prima media alla